Il contesto
I dati OCSE certificano l’abbassamento del nostro sistema scolastico e la distanza da quelli dei Paesi europei più evoluti. Gli INVALSI hanno fatto riemergere la volontà di molte scuole e di molti operatori economici di depotenziare la formazione scolastica, soprattutto quella sanitaria, allo scopo di semplificare l’acquisizione dei titoli di studio professionali e di contenere il livello dei costi del personale qualificato.
Nel caso dell’ottica, questo pregiudica la sopravvivenza dei negozi degli ottici indipendenti, che si sono dimostrati, durante la pandemia da Covid, in grado di supplire in parte alla sanità pubblica e che nella qualità professionale e nell’ampiezza delle prestazioni hanno il loro principale strumento di marketing e offrono agli ametropi il massimo livello di soddisfazione del bisogno di qualità della visione.
L’Istituto Zaccagnini, impegnato da 47 anni nell’insegnamento e nella promozione delle discipline ottico-optometriche, in opposizione a questa visione, ha deciso di alzare il livello dei programmi e delle pratiche cliniche professionali dei propri corsi.
E, allo scopo di opporsi al tentativo di standardizzare e depotenziare le competenze e la qualità della professione ottico-optometrica, a settembre 2023 ha creato nell’ambito sua organizzazione didattica il Comitato Scientifico Interdisciplinare con funzioni di aggiornamento, indirizzo e controllo di tutte le attività di area scientifico/professionale, per alzare il livello dei contenuti e delle pratiche professionali dei propri corsi scolastici e di formazione in ottica e optometria.
I nuovi Corsi di Specializzazione in Optometria
Il primo impegno del Comitato Scientifico Interdisciplinare ha riguardato la “rivoluzione” dei Corsi di specializzazione in optometria per mettere a disposizione una vera formazione in ottica e optometria - costituita dal biennio per ottico e dai corsi di optometria - della durata complessiva non inferiore ad un triennio professionalizzante post scuola media superiore, cioè, come definita a livello europeo, di Tertiary Vocational Education (post secondary level), equivalente al livello QNQ-EQF 6.
Purtroppo, per le ragioni esposte, in Italia proliferano corsi erroneamente denominati “di Optometria”, che di fatto, per programmi, monte ore ed attività pratiche sono il ripasso o il corso di approfondimento del corso per ottici, che non consentono di acquisire le conoscenze e le competenze dell’optometrista. Per inciso, un corso di optometria deve prevedere non meno di 14/16 materie e, considerati i programmi e le integrazioni delle pratiche di ambulatorio, almeno 600 ore, come previsto dal Tiopto e chiaramente evidenziato nella tavola che riporta il numero di ore di apprendimento totale per le diverse figure professionali e quelle specifiche per l’optometria.
Essere optometrista non significa saper fare una refrazione per fornire un dispositivo ottico. Questo, per legge, lo fa l’ottico che ha frequentato un corso che rispetta il Decreto Interministeriale n. 92 del 2018. L’Optometrista è un professionista sanitario al servizio della funzione della visione che consente alle persone di appropriarsi della propria vita percettiva (vedi definizione del W.C.O.*).
L’Optometria è la disciplina complessa che definisce le relazioni tra l’individuo, gli occhi (organo), la vista (senso) e la visione (funzione) e riunisce un insieme di conoscenze di ottica fisica, oftalmica, fisiologica e visuale, dell’oftalmologia, delle neuroscienze, di tecniche specifiche e di protocolli riabilitativi, con particolare riguardo alla contattologia.
In 92 stati è la figura di raccordo tra l’ottico e l’oftalmologo. Una delle funzioni principali della professione è quella di operare, in sede di controllo della visione, uno screening di livello superiore e di individuare i casi da inviare all’attenzione del medico.
Precisato cosa sia l’optometria e cosa debba saper fare un optometrista, i nuovi corsi di optometria dell’Istituto Zaccagnini sono stati redatti partendo dalla definizione di Optometrista del
World Council of Optometry, prendendo a modello il Syllabus europeo dell’ECOO e le linee guida dell’American Optometry Association.
Il piano di studi ed i programmi prevedono, sia per il corso a tempo pieno, sia per il corso per studenti-lavoratori, lezioni, esercitazioni pratiche ed esperienze cliniche per un totale di 955 ore, oltre a modalità didattiche innovative ed uniche mutuate dalle esperienze accademiche internazionali, soprattutto con l’optometria anglosassone, dell’Istituto Zaccagnini, dei membri del Comitato Scientifico Interdisciplinare e dei Docenti.
Tra le modalità didattiche desideriamo segnalare:
- Didattica live con soggetti reali
- Log-Book
- Portfolio professionale-clinico IBZ
- Metodo D.C.I.- Didattica Customizzata Integrata.
*L’Optometria secondo il World Council of Optometry :è una professione sanitaria, autonoma, formata e riconosciuta uff e gli optometristi sono gli operatori sanitari di base degli occhi e del sistema visivo che forniscono la gamma completa delle cure per gli occhi e la visione, che include la refrazione, la fornitura e la vendita degli strumenti di correzione, l’accertamento, la diagnosi e la gestione deli disturbi degli occhi e la riabilitazione della condizione del sistema visivo