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Tavole Rotonde

Bologna, XIX Congresso Interdisciplinare
Lunedi 11 Aprile 2016, ore 12:00

IL RUOLO DELL’OPTOMETRISTA NEL SISTEMA SANITARIO ITALIANO: IL MODELLO INGLESE”

Esponenti del mondo politico italiano, della professione ed il presidente globale della IACLE Shehzad Naroo si confronteranno sulla disciplina dell’optometria e sulla professione dell’optometrista in funzione di una loro inserimento nel sistema sanitario nazionale.

La discussione del riconoscimento della disciplina dell’optometria e della professione dell’optometrista insieme alla querelle con la classe medica si sta trascinando infruttuosamente da oltre trenta anni fino a quando nel 2010, prima il Ministero della Salute ponendo fine all’obbligo dell’Educazione Continua in Medicina per gli ottici e poi nel 2013 il combinato disposto del riordino delle professioni, hanno confermato la figura professionale dell’ottico e ibernato quella dell’optometrista fra quelle non regolamentate in attesa di un parere del Consiglio Superiore di Sanità non ancora pervenuto e, comunque di difficile pronunciamento fino al 2017 quando verranno a decadere i blocchi imposti dalla Conferenza Stato Regione e quelli della legge Gelmini.

La situazione dell’adeguamento delle professioni coinvolte nell’ottica e nell’optometria è ancora in una fase di stallo che  si confronta con la dinamicità, l’evoluzione e l’innovazione  in termini di dispositivi medici, protocolli e pratiche sanitario-scientifiche di tutti i segmenti della filiera ottico/oftalmica e lo stato, dal punto di vista economico e prestazionale, della sanità pubblica.

In questi anni abbiamo intrattenuto lunghe e approfondite relazioni con il mondo accademico inglese, sono state compiute ricerche, esperienze e  confronti dei metodi didattici, dei percorsi formativi dei corsi universitari in Optometria e relazioni con le strutture commerciali distributive convenzionate  con il  National Health Service – NHS del Regno Unito. In questo percorso abbiamo avuto l’opportunità di raccogliere le valutazioni e i confronti che un gruppo di studenti e professori italiani, impegnati  a vari livelli, nel corso universitario inglese “BSc in Optometry” – portatori di diplomi di ottica e lauree in ottica-optometria – andavano compiendo che  ci hanno confermato l’autonomia e il ruolo della professione dell’optometrista e la necessità di formarlo in un corso di natura sanitaria.

La professione sanitaria dell’optometrista, che viene praticata dopo aver conseguito un titolo di studio universitario nel cui piano di studi fanno parte, indissolubilmente, l’utilizzo di farmaci diagnostici e le pratiche cliniche, dopo aver fatto un anno di pratica ambulatoriale ed aver sostenuto  un esame professionale, ha un solido modello di riferimento ed è quello anglosassone sancito da un organismo mondiale: il World Council of Optometry – WCO.

Siamo convinti, pertanto, che oggi ci siano le condizioni per il consolidamento dell’Optometria come disciplina scientifico/sanitaria autonoma e con un ruolo originale da cui scaturisca una professione di natura sanitaria da inserire funzionalmente fra quella dell’ottico e quella del medico oculista, sia a livello privato, sia pubblico.

Il professionista “optometrista” deve ricevere una preparazione teorico/pratica atta a effettuare prestazioni di “primary care” oftalmico e per operare un filtro, culturalmente  e professionalmente  adeguato, a  trasferire alle cure del medico e del Sistema Sanitario solo le patologie che lo richiedono e che rappresentano un numero di casi estremamente inferiori di quello che si rivolge alla sanità per controlli e prestazioni che l’optometrista professionista può, viceversa, fornire, e fornisce in oltre novanta paesi nel mondo, abbattendo i costi e i tempi di attesa del SSN.

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