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Presentazione
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locandina

Di recente e in coincidenza con una più stretta collaborazione con la Life & Health School della Aston University di Birmingham, UK, abbiamo impostato, entro i limiti consentiti dalle circostanze di fatto, i contenuti, non solo scientifici, da trattare nel Congresso cercando di inquadrarli in temi di interesse generale e di attualità. Ciò perché procedendo in questo modo si asseconda e si da un senso concreto al principio di interdisciplinarietà che ha sempre contraddistinto il Congresso e gli si conferisce un respiro non troppo specialistico, limitato ai topics dell’ottica e dell’optometria e dall’altro se ne ampliano gli orizzonti, pur senza imporre una piattaforma concettuale vincolante per i relatori.

In altri termini, ci siamo chiesti: se accade un fenomeno di qualsiasi natura che ha dimensioni sociali importanti e produce effetti sulla qualità della vita e sulla salute, quali sono le ricadute su quelle degli occhi e della vista e se ci sono – inevitabilmente – quali sono le prospettive offerte dallo stato dell’arte e dalla ricerca delle discipline coinvolte?

Nella individuazione del fenomeno a cui far riferimento, la nostra attenzione è caduta sulla Conferenza sui cambiamenti climatici, COP 21 – CMP 11, che si è tenuta a Parigi dal 30 novembre al 12 dicembre 2015 e ha visto la più ampia partecipazione di paesi – oltre 750 – e per la prima volta, un’adesione di principio generalizzata. Dal 1992, con la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e il successivo Protocollo di Kyoto del 1997, i paesi in via di sviluppo e quelli del mondo occidentale hanno cercato di trovare un accordo per mettere un freno all’immissione del CO2 nell’atmosfera e scongiurare le previsioni catastrofiche sul futuro del pianeta. Gli effetti inquinanti dei cambiamenti climatici si producono sull’aria, il suolo e l’acqua, ma più in generale sull’ambiente con conseguenze non ancora del tutto note sulla salute e la qualità della vita delle persone.

La XIX edizione del Congresso è fortemente e simbolicamente segnata dal coinvolgimento delle due più autorevoli organizzazioni accademiche e scientifiche di Optometria anglosassoni, IACLE International Association of Contact Lens Educators e BCLA British Contact Lens Association e della partnership scientifica dei due riferimenti storici per l’optometria italiana, vale a dire SOPTI e AILAC.

Questa edizione del Congresso è divisa in tre sezioni:

• L’apertura del Congresso avverrà Sabato 9 con l’Educators Meeting dedicato ad un incontro fra i docenti di Contattologia e la Presidenza della IACLE.

• La seconda – quella dedicata al tema del congresso – si terrà Domenica 10 e vedrà affrontati da diverse angolazioni e con la partecipazione di relatori italiani e stranieri le interrelazioni che intercorrono fra salute dell’occhio e qualità della visione e gli effetti prodotti sull’ambiente dalle molte forme di inquinamento che affliggono il pianeta.

• Lunedì 11 la Sezione sarà centrata sul Contact Lens Day guidata da BCLA – in cui verranno trasferiti in Italia i metodi di approfondimento di specifici temi e di qualificazione professionale (Fellowship…) propri della congressistica anglossassone – e dedicata agli interventi di aggiornamento della contattologia condotta da AILAC.

Il dato di maggiore rilevanza ed originalità di questo evento è che per la prima volta in Italia un Congresso porta alla ribalta l’optometria in quanto disciplina di cui si intende ribadire la funzione centrale, il ruolo autonomo e l’utilità, finora non colta, per il sistema sanitario del Paese. A questo obiettivo è dedicata la tavola rotonda, che si terrà a conclusione delle sessioni del mattino di Lunedì in cui, ricorrendo al parallelo e all’esempio con quanto accade nel mondo anglosassone e britannico, in particolare, si stabilirà l’originalità e l’utilità, anche sociale, delle funzioni optometriche, in integrazione con quelle delle altre discipline oftalmologiche.

Il Comitato Organizzatore

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