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Sessione Workshop e Live Section

Lunedì 23 Marzo

ore 14:30 – 16:30

Si precisa che i workshop si svolgeranno contemporaneamente.
È possibile frequentare un solo workshop.

WORKSHOP – LIVE SECTION N. 1

TRATTAMENTO DEL DISCOMFORT DA LENTI A CONTATTO DETERMINATO DAL DRY EYE: LA METODICA MYCHECK

Istruttori: James Wolffsohn e Karen Walsh

Descrizione estesa

La nostra conoscenza e comprensione del disturbo dell’occhio secco (DED) continua a crescere. A tre anni dalla pubblicazione del rapporto TFOS DEWS II, che cosa è cambiato? La presente Live Section si concentrerà sull’adozione nella pratica clinica delle raccomandazioni contenute nel rapporto TFOS DEWS II ed anche sulle opportunità più recenti rese possibili dalla disponibilità di nuovi strumenti per migliorare sia la diagnosi, sia la gestione della DED. Gli elementi chiave dei test di valutazione e gli approcci alla gestione e al trattamento saranno mostrati dal vivo.

WORKSHOP – LIVE SECTION N. 2

GESTIONE E NUOVE POSSIBILITÀ APPLICATIVE PER BAMBINI E ADOLESCENTI CON LENTI A CONTATTO MORBIDE

Istruttori: Mauro Frisani e Anto Rossetti

Descrizione estesa

La miopia è un tema complesso e multifattoriale, con aspetti genetici, epigenetici e ambientali. Non si conosce davvero che cosa inneschi la miopia ma si conoscono i vari fattori coinvolti. Attualmente un’ampia quota della comunità scientifica considera la miopia come un fenomeno duplice: una forma più lieve fino a ~6D (ma anche fino a 8-9D) e una molto più elevata, due forme che seguono diversa progressione e diverse cause. Per ciascuna forma e per ciascuna progressione, le possibilità d’intervento hanno diversi equilibri pro/contro. Il workshop tenta di fornire gli strumenti più aggiornati, in funzione delle varie fasi di presentazione del caso clinico, di alcune strategie di gestione della miopia, che permettano all’operatore di affrontare la condizione evitando gli errori grossolani. Inoltre, proporrà i criteri minimi per assistere i potenziali giovani portatori di lenti a contatto morbide recentemente introdotte sul mercato e il cui uso, se banalizzato, senza metodologia e protocolli di verifica di efficacia e sicurezza, potrebbe produrre una serie di problematiche.

WORKSHOP N. 3

REFRAZIONE PERIFERICA: MITO O REALTA?

Istruttori: Antonio Calossi

Descrizione estesa

Negli ultimi anni la comunità scientifica ha accolto con largo consenso l’ipotesi che la refrazione periferica sia un fattore determinante nello sviluppo e nella progressione della miopia. Tuttavia, ci sono alcune obiezioni a questa teoria, che spesso non vengono adeguatamente considerate. Innanzitutto, la retina periferica, a causa delle ampie dimensioni dei campi recettivi, ha un potere risolutivo molto basso ed è largamente insensibile alle variazioni di fuoco. Se si tiene conto di questo, non è ragionevole pensare che una periferia ipermetrope possa stimolare la miopia fornendo un segnale di attivazione all’allungamento del bulbo oculare. Inoltre, mentre l’ipermetropia relativa può essere presente sul meridiano orizzontale, di solito non viene trovata lungo il meridiano verticale, a tale proposito nessuno è in grado di spiegare perché l’occhio, nella regolazione del suo allungamento, dovrebbe ignorare gli stimoli derivanti dalla direzione verticale o altre direzioni del campo visivo. Un altro fattore da considerare sono le aberrazioni estrassiali, come l’astigmatismo da incidenza obliqua, il coma e l’aberrazione cromatica trasversale, che rendono l’immagine retinica periferica estremamente confusa. Infine, se l’ipermetropia periferica fosse la causa dell’allungamento, il suo effetto dovrebbe finire non appena, durante l’allungamento oculare, la sottocorrezione della miopia fosse progredita a sufficienza per rendere miope anche la periferia della retina, mentre questo non si verifica. In un ampio studio prospettico, Atchinson e colleghi (2015) hanno riscontrato che, in un vasto campione di bambini e ragazzi seguiti per due anni, il sottogruppo di coloro che hanno sviluppato la miopia all’inizio non presentava un valore di ipermetropia relativa maggiore rispetto a quelli che poi non la hanno sviluppata. In questa fase non è quindi possibile dire con assoluta certezza se l’ipermetropia periferica riscontrata negli occhi miopi sia effettivamente la causa dell’allungamento del bulbo, oppure ne sia una semplice conseguenza, dal momento che un bulbo che si allunga eccessivamente tende a diventare prolato.

WORKSHOP – LIVE SECTION N. 4

DALLE LAC RPG ALLE SCLERALI: FU VERA GLORIA? SEQUEL PRATICO.

Istruttore: Pietro Gheller

Descrizione estesa

L’evoluzione tecnologica e scientifica ha sempre contribuito a dare all’uomo l’opportunità di migliorare la sua vita. Il percorso non è sempre lineare, spesso ci sono degli stop and go. Anche la contattologia ha avuto gli stessi movimenti, chi ha i capelli un pò grigi si ricorderà la lente “la non miopia”, lente che fu un fallimento sotto il profilo clinico ma una grande idea per le generazioni a seguire, il famoso uso permanente. Il mondo delle lenti a struttura rigida sono da sempre il fiore all’occhiello della contattologia sia per la qualità ottica che offre, sia per la bassa incidenza di complicanze. La lente sclerale ne ha fatto la storia ma sarà anche il futuro? Oggi il marketing dice di si e la clinica?

Con casi pratici, vivo, proveremo a capire i pro e i contro.

WORKSHOP N. 5

LENTI A SUPPORTO ACCOMODATIVO, CAMBIA IL NOSTRO LAVORO?

Istruttori: Daniela Comuzzi e Monica Tabacchi

Descrizione estesa

Negli ultimi anni sono state introdotte molte lenti che si prefiggono di “supportare l’accomodazione” durante l’attività visiva prolungata da vicino. La normale valutazione dell’addizione potrebbe essere insufficiente per scegliere la miglior lente possibile. Ci troviamo a scegliere tra prodotti altamente tecnologici utilizzando la sola refrazione per discriminare la scelta della lente. La valutazione della visione binoculare anche nel primo presbite può risultare importante per poter determinare la miglior lente compensatrice tra lenti a supporto accomodativo, lenti degressive e lenti progressive. Nel corso si prenderanno in esame e si valuteranno anche alcune tecniche di Visual Training che possono supportare il corretto utilizzo di queste lenti, in modo da poter aumentare la soddisfazione del soggetto.