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Intervista

INTERVISTA AL DIRETTORE

D. In quale settore ed ambito economico l’ottico esercita le sue mansioni ?
R. In quello della cura e del benessere della vista, o come sarebbe più corretto dire, in quello della visione.
I problemi della vista iniziano fin dalla nascita e logicamente si acuiscono con l’invecchiamento. Dopo i 50 anni oltre il 70% della popolazione può essere considerato ametrope, cioè con ridotta capacità visiva e, quindi, deve ricorrere all’uso di strumenti di correzione, vale a dire: occhiali e lenti a contatto.
Va però detto che una quota molto alta di ametropi non usa né gli uni, né le altre con problemi quotidiani di vario e intuibile tipo e ripercussioni negative sulla funzionalità dell’occhio, chiamato a compiere sforzi supplementari per compensarne la mancanza, che si farà sentire nel tempo.
Ai problemi della visione, a cui abbiamo accennato, l’ottico abilitato è in grado di dare una risposta completa ed esauriente. Il suo compito è facilitato dall’utilizzo di strumenti sempre più evoluti che, abbinati alle sue competenze professionali, gli consentono di fornire occhiali e lenti a contatto a misura delle esigenze non solo di natura strettamente oftalmica, ma anche quelle derivanti da un uso specifico e personale della vista, quali la guida prolungata, le attività sportive, l’hobbismo ecc, delle singole persone


D.  Quale ruolo svolge l’ottico nella tutela (salute) del benessere visivo?
R. Si può dire che gli ottici con la loro ampia presenza sul territorio (c’è un centro ottico, e quindi almeno un ottico, ogni seimila abitanti) e la loro preparazione di base rappresentino il primo e più diffuso “presidio sanitario” per la qualità della visione e, implicitamente, per la salute degli occhi. Beninteso all’ottico non competono interventi di alcun tipo sulle patologie degli occhi, ma rappresentano una specie di sentinella il cui compito è di lanciare l’allarme al medico oculista.


D.  Quali sono i settori economici nei quali l’ottico abilitato trova sbocchi occupazionali?
R.  Principalmente, ma non esclusivamente, nella rete dei punti di vendita ottici specializzati che copre in modo capillare tutto il territorio nazionale. Gli oltre 10.000 centri ottici che la compongono hanno subito negli ultimi anni un importante processo di ammodernamento, sia nella struttura del punto vendita, sempre più grande e accogliente, sia nell’attrezzatura professionale a disposizione dell’ottico, per dare risposte puntuali e personalizzate ai clienti - cittadini ametropi.
L’ampliamento dei punti di vendita, che sono presenti con diverse formule organizzative e commerciali in tutte le ubicazioni commerciali – dal centro commerciale al centro città - e il naturale turn-over demografico mettono a disposizione dei giovani giunti al termine del loro ciclo formativo, numerose proposte d’impiego qualificato che spesso non vengono accolte, in quanto il canale distributivo dell’ottica non è percepito come fonte di occupazione e di business, mentre si tratta di un canale che, utilizzando materiali sofisticati e personale qualificato, opera producendo un alto valore aggiunto. Questa è la premessa di base, dopo avere acquisito la necessaria esperienza professionale, per ottenere soddisfazioni salariali superiori alla media, o per avviare proprie esperienze imprenditoriali.
Come si diceva all’inizio, la distribuzione ottica non è la sola fonte di occupazione del settore che, viceversa, offre posizioni qualificate anche nelle reti di vendita e in quelle di assistenza alla clientela dell’industria del settore, così come nella rete dei servizi, dei grossisti e degli importatori, attivi lungo la filiera ottica.  
In questi ambiti all’ottico viene affidato un ruolo chiave, non sostituibile da altre figure, ciononostante la quantità di ottici che il sistema scolastico pubblico e privato diploma ed abilita ogni anno è insufficiente a coprire le offerte di lavoro delle aziende, di conseguenza lo sviluppo delle attività all’interno della filiera e soprattutto quelle della distribuzione ne risulta rallentato.


D. In  concreto con  quali attività si esplicano le funzioni dell’ottico ?
R. Tralasciando i compiti, articolati, complessi e quasi sempre molto specialistici dell’ottico che è occupato nell’industria e riferendoci, viceversa, a quelli svolti nei centri ottici della distribuzione specializzata che investono la larghissima maggioranza degli ottici, si può affermare che si tratta di un lavoro molto vario e differenziato. Il focus delle attività è, naturalmente, la refrazione, cioè il controllo dei deficit e dei problemi della vista degli ametropi/pazienti che come si sa sono diversi (si va dalla miopia, presbiopia, astigmatismo, ipermetropia e altri fino all’ipovisione) in base ai cui risultati viene prescritto l’occhiale o le lenti a contatto, oppure viene preso atto della prescrizione del medico oculista.
Di qui parte l’assistenza per la scelta della montatura che deve rispondere, oltre che a corretti requisiti tecnici,  anche alle attese del cliente tenendo conto che l’occhiale deve adattarsi alla forma del viso e nel contempo ne  modifica la sua immagine.
E’ bene ricordare che i centri ottici costituiscono il principale canale distributivo di occhiali da sole e questo richiede all’ottico qualità professionali da operatore della moda e di venditore. Dalla sua attività scaturiscono tutta una serie di conseguenze economiche (archivio delle prescrizioni dei clienti, ordini, gestione delle scorte di magazzino, assolvimenti di vario tipo ecc.) che richiedono una preparazione specifica e una buona conoscenza dell’informatica.
E’ significativo che, anche grazie ai corsi di aggiornamento in materia sanitaria specifica – necessari per ottenere i punteggi della Educazione Continua In Medicina – e alla continua innovazione dei materiali, l’ottica è uno dei settori in cui i corsi di formazione ed aggiornamento post scolastici sono più diffusi.


D.  Cosa offre l’Istituto B. Zaccagnini ai ragazzi che vogliono affrontare il mondo del lavoro nell’ottica arricchendo il loro curriculum scolastico con strumenti che rafforzino la prospettiva di un positivo inserimento nel mercato del lavoro?
R.  L’Istituto mette a disposizione di chi voglia conseguir titoli scolastici, specializzazioni ed abilitazioni, di vario livello formativo, per svolgere qualsivoglia attività nel mondo dell’ottica e della optometria: Si parte dall’istruzione di base, con il corso di ottica, per arrivare alla formazione specialistica, con i corsi di  optometria e di contattologia fino all’educazione continua con corsi di aggiornamento residenziali e a distanza che coprono l’intero arco d’interesse della professione. L’attività didattica e formativa è integrata da congressi che svolgono una fondamentale importanza per l’aggiornamento culturale e professionale di docenti e studenti
Le attività didattiche sono supportate da laboratori e studi professionali costantemente aggiornati con strumentazione di ultima generazione il cui utilizzo avviene sotto la direzione di insegnanti che appartengono al mondo delle professioni.
Inoltre tirocini e stage presso centri ottici di riferimento o produttori di dispositivi medici, consentono di misurare e verificare le conoscenze e le abilità acquisite. Durante i quali  gli studenti sono seguiti da docenti e da tutor che li orientano e li supportano.
La segreteria e la direzione didattica dell’Istituto sovraintendono al curriculum studi di ciascun studente. Consideriamo i nostri studenti non come matricole, ma come individui che vanno accompagnati attraverso un percorso che li deve far crescere sul piano personale e professionale acquisendo  preparazione  e consapevolezza adeguate al ruolo socialmente ed economicamente produttivo che dovranno svolgere una volta lasciata la scuola.
L’Istituto B. Zaccagnini dal 1977 è un punto di riferimento nazionale, sia per chi vuole formarsi, sia per le imprese che cercano personale qualificato e/o desiderano accrescere le competenze dei propri collaboratori.

Guardando indietro agli oltre trent’anni di attività, posso affermare con orgoglio che l’Istituto ha abilitato e specializzato oltre milleseicento professionisti dell’ottica.